l'oro di pianpicollo selvatico | final event

pianpicollo research residency 018 | Maurizio Cilli

sabato 29 settembre 2018 dalle ore 16:30

processione campestre



comunicato stampa


Pianpicollo Selvatico promuove la ricerca artistica, scientifica e filosofica come processo trasformativo, come esperimento individuale e collettivo sulle illimitate possibilità di dialogo creativo con la natura, alla radice di ciò che è l'essere umano, in relazione con gli altri viventi e con la materia in ogni sua forma. Maurizio Cilli, con la sua poetica, sensibilità e modalità di ricerca indiziaria, è stato invitato ad inaugurare il primo programma annuale di residenza di ricerca, Pianpicollo Research Residency, sostenuto dalla Fondazione CRC nell'ambito del bando Residenze d'Artista.

Nel giorno di San Michele Arcangelo, l'artista presenta al pubblico la restituzione finale del suo lavoro. A partire dal Settembre del 2017, nel corso dei dodici mesi successivi, Cilli ha abitato Pianpicollo Selvatico nella sua complessità, in diversi periodi e stagioni, interrogandosi sul significato del rapporto fra l'essere umano contemporaneo e la dimensione del selvatico.

Interessato a recuperare un rapporto equilibrato e affettivo con l'ambiente e gli animali, l'artista nel suo lavoro ha ricercato un legame culturale profondo e un immaginario, quasi del tutto perduto nei territori antropizzati, ricercandolo là dove ha trovato rifugio. L'altopiano circondato da boschi di Pianpicollo è un luogo dove i ritmi vitali sono ancora, e soprattutto, dettati dalla natura. Una natura imponente e selvaggia che nutre e vivifica l'immaginazione verso la percezione concreta del sacro, là dove si manifesta. Il recupero dei significati culturali del calendario rituale e festivo della tradizione, scandito da una complessa cerimonialità, è stato scelto dall'artista come chiave poetica attraverso la quale riprendere coscienza, insieme alla comunità residente, dei legami naturali fra l'uomo e l'ambiente. Un tempo contadino i cui caratteri costitutivi sono i ritmi biologici e stagionali, naturali, ciclici, qualitativi, sacri, oppositivi al tempo artificiale e quantitativo del presente.

In questo esercizio di prossimità con l'ambiente, Cilli ha coinvolto quindici bambini in età pre-scolare della scuola dell'infanzia di Levice. Con loro si è interrogato sui significati che alimentano l'immaginario dell'uomo selvatico. Ha cercato di cogliere e registrare negli sguardi, nelle parole e nelle esperienze dei bambini le testimonianze di ciò che la loro immaginazione potenziata rende visibile: esseri selvatici, estranei, liminari, metamorfici disegnati su un quaderno segreto regalato dall'artista e modellati con l'argilla. I giochi dei bambini, tutto quanto possa essere considerato un loro segno è diventato l'atlante di suggestioni per il lavoro dell'artista, un bestiario di figure Selvagge e Folli ai confini con l'umano.

La ricerca di un legame ancestrale con le forme della materia e dei viventi si è manifestata, in parallelo, nell'incontro dell'artista con la pietra arenaria che abita il territorio esteso nel quale è immerso Pianpicollo, e ne costituisce la chiave simbolica della Cultura Materiale. Con la pietra di Langa, l'essere umano ha modellato nei secoli i terrazzamenti dei terreni scoscesi, ha costruito le sue case e ogni forma di rifugio, affinando nel tempo la tecnica costruttiva dei muri a secco. La pietra è uno dei frutti più preziosi che la terra offre, si incontra camminando lungo i sentieri, popola il sottosuolo e affiora in forme evocative e misteriose. Come esito felice delle sue ricerche di una pietra con la quale entrare in relazione diretta e lavorare, l'artista ha ricevuto in dono dalla famiglia Negro, residente da oltre un secolo nella casa di Pianpicollo Domestico, una delle pietre più straordinarie ritrovate nella valle ai piedi dell'altopiano. Un grande masso di pietra di Langa dalla forma organica sulla quale l'artista ha voluto scolpire e incidere i tracciati e i segni di una mappa che intreccia la geografia del sito con gli astri del cielo e il mondo invisibile. Uno strumento per orientare nello spazio e nel tempo non solo il corpo e la coscienza di chi vi si avvicina, ma anche il suo mondo interiore e la sua memoria ancestrale sopita.

La posa della Pietra prevede un rituale preciso, con il quale Cilli donerà la sua opera alla comunità. Il pubblico parteciperà a una processione campestre, durante la quale incontrerà i quadri viventi di un corteo sorprendente di presenze misteriose e metamorfiche provenienti dal bosco. La processione, una volta giunta al luogo della pietra, farà da cornice alla fase conclusiva del rituale di posa e alla lettura da parte dell'artista della formula del dono.

Durante la serata sarà inaugurata anche un’installazione realizzata con i materiali prodotti dall'artista durante la residenza, visitabile sino alla fine del 2018 e sarà presentato il nuovo programma di residenza Pianpicollo Research Residency 2019, che vedrà coinvolti l’artista Attila Faravelli e l’antropologo inglese Tim Ingold.

Accanto al lavoro di Maurizio Cilli, il programma Pianpicollo Research Residency ha ospitato due scrittori, Paul Kane (USA) e Kerry Conway (Australia), i quali hanno abitato Pianpicollo nel mese di Giugno, per due settimane. Nella loro residenza, gli scrittori hanno esplorato il significato e la relazione con il selvatico, come termine liminare tra il domestico e il selvaggio, inesistente in lingua anglosassone. Nella loro indagine esperienziale è emerso come centrale il rapporto dell’essere umano e degli altri viventi con l’acqua, come elemento primario, essenza del selvatico. Il lavoro prodotto dagli scrittori sarà fruibile dal pubblico durante la serata in un apposito allestimento.

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